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Il potere della visualizzazione

Nel 2OOO ho conosciuto la metodologia di Hellinger attraverso il libro “Senza radici non si vola”. Poi l’ho incontrato  nel 2001, al suo primo seminario di Roma, e da allora non l’ho più lasciato. Mi ha preso l’anima, la mente, il cuore, mi ha stupita, offesa, sconcertata, affascinata, delusa, rapita.
Dopo ogni seminario, insolitamente per me, non c’era la voglia di condividere e di uscire, ma il piacere di starmene da sola nella stanza della Domus Pacis, sede del seminario. La sensazione era quella di essere stata in qualche modo riempita, con
la voglia di rimanere sola per godere di tanta pienezza.
Senza saperlo, mi ha cambiato la vita, sia come persona che come professionista. Mi ha aiutata a superare la mia prima grande difficoltà esistenziale, ridandomi la dignità con  la sua “arte dell’aiutare”: senza esserci, senza intervenire, è rimasto là, come un testimone discreto, mettendomi in grado di farcela. E’ come se fossi entrata in contatto per la prima volta con la mia forza interiore ,nella la certezza della rinascita e di una nuova crescita. Rispettare il destino altrui senza accanimento,acquisire la capacità di lasciare andare con amore sono state esperienze  profonde e intense che ho fatto provare anche ai miei pazienti,  applicando  la metodologia delle costellazioni attraverso la visualizzazione individuale.
Inizialmente l’applicavo solo quando la ritenevo necessaria, ma ora è diventata una tecnica necessaria e routinaria per tutti. No riesco più a vedere un paziente senza i suoi genitori  dietro e non  intraprendo più una terapia che non preveda la riverenza e il rispetto per chi ci ha donato la vita e ogni volta è uno stupore rinnovato assistere alla risposta  emotiva intensa  evocata da un gesto così semplice eppure così potente.
E così l’attività terapeutica si realizza e trova un suo senso nella frase di Hellinger che prevede il passaggio “dall’amore che ammala all’amore che guarisce”. E io divento testimone di qualcosa di incredibile, seppur nella sua semplicità: nella visualizzazione bastano movimenti naturali, il far pronunciare le sue frasi  perché il miracolo accada. Si tratta semplicemente di una terapia della RICONCILIAZIONE, che solleva e libera. Indubbiamente le costellazioni familiari hanno una valenza ed un impatto emotivo sicuramente diverso dalla visualizzazione, ma entrambe conducono ad una immagine che guarisce.
La visualizzazione avviene con il paziente steso che viene prima rilassato e poi invitato a vedersi su un palcoscenico vuoto e a quel punto lui può posizionare chi desidera. Se ciò non avviene, vengono evocate situazioni tali da far trovare comunque al paziente la SOLUZIONE  che lì davanti a i suoi occhi, sempre si presenta.
SOLLIEVO e PACE sono le parole più inflazionate, usate alla fine da chi si sottopone a questa tecnica, accompagnate da commozione e incredulità.
Nel Novembre 2003 a Roma ho fatto un regalo a Hellinger: gli ho donato con gratitudine e riconoscenza due disegni di una bambina di nove anni ,con diagnosi di depressione. Il test della famiglia somministratole era stato disegnato a matita nonostante la presenza di tante matite colorate: il suo mondo infatti era in bianco e nero. Nel disegnare la sua famiglia la bambina aveva omesso se stessa mettendo al suo posto un bambino che non apparteneva al sistema. Dal colloquio era emerso che si trattava del fratellino tanto atteso per il quale lei aveva preparato tanti vestitini. Ma la mamma era rientrata a casa senza pancia e senza bambino, morto per asfissia durante il travaglio tre anni prima. La  visualizzazione le ha offerto la possibilità  di avere di fronte quel bambino mai nato perché lei potesse dargli un nome e un volto e un baule con i vestitini preparati per darle la possibilità di farglieli indossare.
Le sono state fatte pronunciare le frasi di Hellinger quali :

“tu sei morto e io vivo e un giorno, molto più in là, ci incontreremo”
“ti voglio bene e ti do un posto nel mio cuore”
“tu appartieni alla famiglia, io sono la primogenita e tu il secondogenito e abbiamo altri due fratelli”

Il bambino  morto le ha detto che doveva continuare a vivere con la sua benedizione ed essere felice e che lui l’avrebbe protetta ed incoraggiata ad esserlo.   La settimana dopo è successo qualcosa di incredibile: la bambina si è ripresentata e ha chiesto di ridisegnare la sua famiglia usando evidenziatori colorati. Si è rimessa al suo posto, rinunciando a prendersi il destino del fratello morto che è stato messo al di sopra della famiglia, sorridente, con le ali in segno di protezione. Questo bambino morto, attraverso la visualizzazione è stato riconosciuto e solo perché ha trovato un posto e un  senso di appartenenza all’interno del sistema, ha liberato la bambina.
Non entro nel merito se la visualizzazione è o non è una terapia, ma sicuramente è diventata per me uno strumento indispensabile da usare all’interno di un processo terapeutico, perché in grado di accelerare  la crescita personale attraverso un’insight, che incoraggia la comprensione, porta alla risoluzione e conduce al cambiamento.
Sicuramente si configura all’interno di una terapia breve.
Riconciliarsi con i genitori, far pace davanti ad una tomba, avere un’opportunità per farsi abbracciare dalla mamma morta di parto, di stringersi al petto un bambino abortito, di inchinarsi di fronte ai propri genitori, ad una malattia o a chi ci ha fatto soffrire, riconsegnare a chi di dovere un peso non proprio, non trattenere ma lasciare che i figli vadano con la benedizione dei genitori, vivere senza sentirsi in colpa per chi è morto, onorare la morte, lasciare andare gli altri al proprio destino, amare la vita per onorare chi ci ha preceduto ci mettono in una condizione di grande pace e serenità  interiore.
Durante le costellazioni, ho visto persone piangere, urlare, sorridere, abbracciare allontanarsi, toccare, stringere e respingere ma nella visualizzazione vedo persone più raccolte in un’esperienza sicuramente più intima ,profonda e discreta, dove si è da soli con se stessi, senza testimoni ,dove non so come,non so perché gli incontri evocati diventano altrettanto speciali e liberatori.
Da poco ho sottoposto un giovane ad una visualizzazione. I suoi genitori erano separati e lui odiava il padre al punto di volerlo morto e si affliggeva per la madre ed il fratellino rimasti soli e con una situazione economica precaria.
Aveva tutte le caratteristiche del figlio genitorializzato che porta un peso non suo, accollandosi preoccupazioni che invece appartengono ai genitori.
Attraverso la visualizzazione si è arrivati ad un ordine dove “lui era piccolo e i genitori grandi, lui doveva prendere e gli altri dare…”
L’evocazione di questa immagine che guarisce non l’ha sollevato solo emotivamente ma anche fisicamente: durante la seduta infatti ha dichiarato che le mani erano strette in un pugno, quello che da tempo voleva sferrare al padre….
Alla fine, quelle mani prima irrigidite e contratte hanno  lasciato lo spazio solo alla voglia di accarezzare e riconciliarsi.
                                                     
Il rispetto per chi ci ha dato la vita e per chi ci ha preceduti, l’immagine della sfera che ogni padre consegna al figlio di generazione in generazione e non ritorna mai a colui che per primo l’ha lanciata perché procede solo in avanti, ha rimesso il giovane al suo posto.
Al terapeuta non rimane altro che raccogliersi interiormente e diventare testimone perché solo se entra in relazione molto profondamente con la propria interiorità  riesce a trasmettere qualcosa di vero, qualcosa che va a toccare l’altro e che   appartiene a valori universali.
In fondo il grande merito di Hellinger è straordinariamente e solo tutto qui….

Vorrei completare quest’umile esperienza con un piccolo ma forse originale contributo.
Ebbene, questa modalità terapeutica, ha risvegliato in me la voglia di dipingere e mi sorprendo io stessa nel vedere come riesco a tradurre, anche sulla tela,
le stesse identiche ,grandi emozioni che le costellazioni mi regalano.
Nel mio studio, appeso alla parete ,c’è un dipinto raffigurante un figlio inginocchiato, in riverente raccoglimento, davanti ai propri genitori.
Incredibile il potere che tale raffigurazione riesce ad avere nel paziente, offrendogli un contributo non da poco per arrivare all’immagine che libera e guarisce.

 

Studio Michela Piu
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