EMDR

Negli ultimi anni ho inserito all’interno della mia attività psicoterapica il metodo clinico dell’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), che ha dato un ulteriore impulso alla mia formazione sistemica, nel considerare la persona nel suo insieme cognitivo, emozionale, inserita nella sua storia relazionale (attaccamento, eventi traumatici, risorse, resilienze).

Si tratta di un approccio terapeutico innovativo, basato su un protocollo di intervento che aiuta il paziente ad accedere ai ricordi traumatici e ad elaborarli giungendo ad una risoluzione adattiva (Shapiro, 2001).

La ricerca scientifica ha stabilito l’efficacia dell’EMDR, in modo particolare per il Disturbo Post Traumatico da Stress ( PTDS, Post Traumatic Stress Disorder) attribuendogli il più alto indice di efficacia per il trattamento di questa categoria diagnostica anche se sempre di più si sta estendendo l’indagine anche a differenti campi di applicazione ( disturbi dell’attaccamento, ansia, attacchi di panico, lutti, separazioni, depressioni, disturbi della personalità, disturbi da deficit di attenzione e iperattività, tic nervosi, disturbi sessuali, alimentari, correlati a sostanze, dipendenza tecnologica, eccessivo esercizio fisico, ansia da prestazione, abusi).

Utilizzando un protocollo terapeutico strutturato, il paziente viene guidato nella descrizione del ricordo attraverso il movimento guidato degli occhi o attraverso una stimolazione bilaterale (tapping).
Lo stimolo oculare garantisce al connessione tra i due emisferi, favorendo l’elaborazione delle informazioni .

Gli eventi traumatici bloccano la naturale via di trasmissione e assimilazione delle informazioni potendo causare un’atrofizzazione di alcune zone cerebrali (soprattutto ippocampo) deputate alla connessione tra le diverse aree del cervello.

L’ EMDR ripristina il volume di quelle strutture favorendo un recupero completo delle esperienze traumatiche che vengono trasformate in risorsa.
E’ efficace anche per l’elaborazione di contenuti positivi personali e quindi può essere utilizzato nel potenziamento di performance o rafforzamento di risorse personali in vari ambiti ( scolastici, lavorativi, relazionali…).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’agosto 2013, ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.
Sono in corso ricerche sui substrati neurobiologici che stanno evidenziando una normalizzazione dell’attività dopo una conclusione positiva di una terapia con  EMDR, associata alla remissione dei sintomi, i ricordi intrusivi e stressanti e la rivisitazione del trauma a livello somatico.
Interessanti, recenti studi su neuroimmagini, hanno dimostrato come i correlati biologici dei comportamenti violenti siano localizzati nell’amigdala e nell’ippocampo e come l’attivazione patologica di queste strutture comporti alterazioni del sistema limbico.

L’EMDR normalizza l’attività limbica e la rende uno dei candidati più credibili nei disturbi traumatici.
Tale riconoscimento sta spingendo sempre di più nell’ambito della ricerca su questo metodo,  con l’obiettivo di diffonderlo in modo sempre più capillare anche per i traumi relazionali che sono alla base di numerosi disturbi psicologici.
Questa tecnica potrebbe configurarsi come “terapia breve” per le rapide rielaborazioni in grado di favorire.

Il trattamento può durare da un minimo di 1-3 sedute ad un anno e più per problemi più complessi.

Studio Michela Piu
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